Mondi su mondi, sistemi di sistemi.

Rifacimento del sistema informativo di Bloomberg

Friday, July 20th, 2007

Confronto fra tre diverse pro­po­ste riguar­danti il rifa­ci­mento dei ter­mi­nali di lavoro per la Bloomberg.

Vengono esa­mi­nati i pro­getti di The Happy Corp, IDEO e Ziba Design.

La pro­po­sta di Happy Corp è quella con a più alto impatto visivo, con alcune idee molto inte­res­santi – la lava lamp!! – anche se ho qual­che dub­bio sull’usabilità; altre, come le news maps, sono già viste. Quella di IDEO è molto più sobria ma anche com­pleta: l’ambiente cir­co­stante sem­bra preso in con­si­de­ra­zione in modo più attento.

Da vedere.

Design dei form per applicazioni web

Sunday, July 1st, 2007

Alcuni con­si­gli sulla pro­get­ta­zione dei form.

Layout dei form

Quando il form dev’essere com­pi­lato velo­ce­mente e con dati che sono fami­liari all’utente, la dispo­si­zione più adatta è quella con eti­chette ver­ti­cali.
Vantaggi: pro­ces­sa­mento rapido; legame visivo fra eti­chette e campi. Svantaggi: incre­mento dello spa­zio ver­ti­cale.
Le eti­chette andreb­bero evi­den­ziate con l’uso del grassetto.

Se i dati da com­pi­lare non sono fami­liari, l’uso di eti­chette alli­neate a sini­stra rende più sem­plice capire cosa viene richie­sto: l’utente può con­cen­trarsi sulle eti­chette senza essere inter­rotto dai campi.
Vantaggi: facile scan­sione delle eti­chette; spa­zio ver­ti­cale ridotto. Svantaggi: il legame visivo fra l’etichetta e il campo viene indebolito.

Un’alternativa è quella di alli­neare a destra le eti­chette.
Vantaggi: legame visivo fra eti­chetta e campo; spa­zio ver­ti­cale ridotto. Svantaggi: minore leg­gi­bi­lità delle etichette.

Uso di ele­menti visuali

I van­taggi del lay­out alli­neato a sini­stra può indurre ad aggiun­gere aiuti visivi per com­pen­sarne i difetti, ad esem­pio, tra­mite colori di sfondo e gri­glie. Tuttavia, l’aggiunta di ele­menti tende a distrarre l’occhio e non pro­duce il risul­tato desiderato.

Azioni pri­ma­rie e secondarie

Ogni form ha (o dovrebbe avere) un’azione prin­ci­pale, come “Submit”, “Save”, “Invia” ecc. ed even­tual­mente altre azioni di impor­tanza minore. In que­sti casi l’azione prin­ci­pale deve avere un peso visivo mag­giore rispetto a tutte le altre.

Usare button al posto del pulsante di submit

Sunday, May 20th, 2007

Sapevo dell’esistenza dell’elemento button ma, dall’alto della mia appro­fon­dita cono­scenza degli stan­dard, pen­savo fosse uti­liz­za­bile solo attra­verso JavaScript, ma mi sba­gliavo: button offre le stesse fun­zio­na­lità dell’input, aggiun­gen­doci ulte­riori opzioni per il rendering.

In que­sto arti­colo ven­gono mostrate alcune delle pos­si­bi­lità, anche se non c’è di niente di ine­dito per chi abbia un po’ di cono­scenza dei css.

Libro sul design dei form

Wednesday, April 25th, 2007

Era ora! Finalmente un libro che si occupa solo del design dei form. Ho sem­pre tro­vato abba­stanza irri­tante la scarsa atten­zione a que­sto argo­mento nei vari libri in ambito web/css/javascript, anche se ne com­prendo benis­simo le ragioni: è una rogna e nes­suna giu­dica un sito dalla qua­lità dei form; eppure sono un ele­mento cruciale.

Adesso attendo un libro ana­logo per il design delle tabelle per i dati ;-)

The 100% Easy-2-Read Dogma

Wednesday, March 7th, 2007

Fonte

Una serie di diret­tive dra­co­niane per avere un testo leggibile:

  1. Font size: 100%.
  2. 10–15 parole per riga. Con un lay­out liquido, con un font-size: 100%, una colonna di testo dovrebbe essere circa il 50%
  3. Line height: 1.4
  4. Il con­stra­sto sfondo/testo di rife­ri­mento è: #fff/#333

Redesign di USA Today

Wednesday, March 7th, 2007

Grande post che demo­li­sce il rede­sign di USA Today. La cosa più inte­res­sante non è tanto la stron­ca­tura in quanto tale, ma il fatto che ven­gono elen­cati in modo chiaro i prin­ci­pali difetti.  Sul web ci sono troppe recen­sioni delle cose posi­tive ma serve anche sapere cosa non fare.

Altra parola proibita: redesign

Wednesday, February 21st, 2007

Lou Rosenfeld spiega per­ché a suo parere la parola “rede­sign” andrebbe ban­dita. Due punti mi sem­brano importanti:

  1. “[…] a web site is more envi­ron­ment than tool”. Nel con­te­sto dell’articolo que­sta frase ha una con­no­ta­zione nega­tiva, dato che viene espressa per far pas­sare l’idea – sulla quale sono d’accordo – che la parola “rede­sign” ha un sapore troppo legato alo svi­luppo soft­ware. Tuttavia, que­sta carat­te­ri­stica dei siti web è da tenere pre­sente anche se si svi­luppa una qual­che appli­ca­zione via bro­w­ser: la meta­fora del sito è più potente di quella dell’applicazione.
  2. “The only thing pre­dic­ta­ble here is entropy. Why not ack­no­w­ledge this and focus on con­ti­nual tweaks and adjust­ments that respond to chan­ging con­di­tions, rather than see­king the unat­tai­na­ble para­dise of per­fec­tion?”. Se mi aves­sero detto che era una frase estratta da, diciamo, Extreme Programming Explained ci avrei cre­duto. Il post di Rosenfeld può fare il paio anche con la serie (in corso) di Chad Fowler, The Big Rewrite.

Sulle classificazioni della User Experience per le User Stories

Monday, February 19th, 2007

Ieri accen­navo alla pos­si­bi­lità di usare dei cri­teri pro­po­sti per la valu­ta­zione della user Experience anche nell’ambito più spe­ci­fico dello svi­luppo, per asse­gnare le prio­rità alle User Stories.

In quel con­te­sto, infatti, i cri­teri pos­sono essere sud­di­visi in due gruppi: uno aiuta a deci­dere la prio­rità, l’altro aiuta a giu­di­care la qua­lità – anche sem­pli­ce­mente intesa come ade­gua­tezza rispetto alle aspet­ta­tive – dell’implementazione.

Al primo gruppo appartengono:

  • Utile
  • Desiderabile
  • Importante

Al secondo:

  • Utilizzabile
  • Ritrovabile
  • Accessibile
  • Credibile/Affidabile

Certo, le carat­te­ri­sti­che del primo gruppo saranno influen­zate dal secondo: una data fea­ture sarà ten­den­zial­mente tanto più utile quanto meglio è stata imple­men­tata. Mi sem­bra comun­que una distin­zione utile.

Aspetti della User Experience

Saturday, February 17th, 2007

UX honeycombSecondo Peter Morville, la User Experience (UX) può clas­si­fi­cata attra­verso que­ste carat­te­ri­sti­che:

  • Utile. Quanto lavoro mi evita?
  • Utilizzabile. Quanto è facile da usare?
  • Desiderabile. Quant’è impor­tante dal punto di vista emozionale/simbolico?
  • (Ri)Trovabile. Quanto ci impiego ad “arri­vare al dunque”?
  • Accessibile. Quanto tiene conto delle disabilità?
  • Credibile. Quanto mi posso fidare del prodotto?
  • Importante. Quanto mi fa gua­da­gnare? Quanto mi fa risparmiare?

Mi sem­bra un sistema utile a modu­la­riz­zare lo svi­luppo, valu­tando le diverse parti di un sistema attra­verso que­sta gri­glia, anche attra­verso una loro quan­ti­fi­ca­zione. In que­sto modo pos­siamo sta­bi­lire non solo le prio­rità all’interno delle richie­ste da svi­lup­pare, ma anche avere un cri­te­rio per deci­dere le future direzioni.

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