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iPad e ChromeOS: ritorno al futuro

Tuesday, February 16th, 2010

Chrome OS e l’iPad annun­ciano l’inizio di un nuovo modo di usare il com­pu­ter, meno libero del con­cetto del PC tra­di­zio­nale ma molto più robu­sto e adatto ad una pla­tea di utenti ancora più grande. Tuttavia è inte­res­sante notare che tutto ciò era già chiaro più di dieci anni fa. Basta andarsi a rileg­gere i vec­chi numeri di Byte.

Byte Luglio 1997: The new user inter-face

L’analisi delle NUI1 met­teva in evi­denza i limiti della meta­fora del desk­top. L’esplosione di inter­net e del web in par­ti­co­lare hanno reso neces­sa­rio un nuovo livello di inte­gra­zione fra le risorse locali e quelle di rete.

Secondo me, però, una vera inte­gra­zione non è mai stata rag­giunta, fino ad ora: ci siamo sem­pli­ce­mente abi­tuati a inter­net. Il file system locale è sem­pre rima­sto ben pre­sente, con uno scarto ben visi­bile rispetto a quello che stava in rete.

Chrome OS ha risolto il pro­blema in un modo che ricorda quello di Netscape Constellation, ovvero, pre­sen­tando all’utente solo il bro­w­ser. Il file system scom­pare lasciando solo la navi­ga­zione fra le pagine.

L’iPad e l’iPhone usano un approc­cio incen­trato sulle appli­ca­zioni. Non pos­siamo mani­po­lare diret­ta­mente un file, tanto meno una car­tella; per qual­siasi azione dob­biamo usare un’applicazione spe­ci­fica; l’integrazione fra le diverse appli­ca­zioni nella stra­grande mag­gio­ranza parte dei casi è ridotta al copia & incolla.

In que­sto modo l’uso è radi­cal­mente sem­pli­fi­cato. Pensiamo alla que­stione delle fine­stre sovrap­po­ni­bili: in primo o in secondo piano; visi­bili, par­zial­mente visi­bili, invi­si­bili. Ricordo che le prime volte che usavo un Mac, com­ple­ta­mente digiuno di com­pu­ter, mi era piut­to­sto facile con­fon­dermi, anzi, mi per­devo completamente.

Byte Aprile 1998: Crash-proof computing

C’è poi un altro tema: quello della dif­fi­coltà di manu­ten­zione di un com­pu­ter tra­di­zio­nale. Se forse pos­siamo con­ce­pire che un utente acqui­si­sca con il tempo le com­pe­tenze neces­sa­rie ai suoi obiet­tivi, non si vede per­ché debba anche farsi carico di tutte quelle ope­ra­zioni di ordi­na­ria manu­ten­zione e con­fi­gu­ra­zione, oggi neces­sa­rie, ma incom­pren­si­bili e com­ple­ta­mente scol­le­gate da quello che deve fare.

Consideriamo un’operazione come l’installazione delle appli­ca­zioni: ho perso il conto delle volte che ho visto mon­tato un DMG solo per lan­ciare l’applicazione. L’utente spesso non avverte nem­meno il pro­blema, in fondo fun­ziona tutto, ma è ovvio che nelle inten­zioni ori­gi­na­rie i dischi imma­gine dove­vano ser­vire come sistema di distri­bu­zione di appli­ca­zione che non neces­si­ta­vano di alcuna installazione.

La que­stione non si limita all’operazione in sé, tutt’altro! Pensiamo a quanto incida su aspetti come la sicu­rezza o, in misura forse minore, la sta­bi­lità. In ambienti con­trol­lati molti di que­sti pro­blemi si risol­vono cen­tra­liz­zando la manu­ten­zione ma, a pen­sarci bene, è la nega­zione del con­cetto di Personal Computer.

Per risol­vere que­sto pro­blema Chrome OS non ha biso­gno nem­meno di instal­larle, le appli­ca­zioni, visto che tutto gira all’interno del bro­w­ser. Per l’iPad c’è l’App Store.

Trovo iro­nico con­sta­tare che dopo tanti pro­to­tipi di inter­facce 3D, futu­ri­bili o fan­ta­scien­ti­fi­che siamo qui ad ana­liz­zare novità che potrebbe sem­brare dei passi indie­tro. La vera novità, forse, non sta tanto in quello che è cam­biato ma a chi si rivolge: dopo la pre­sen­ta­zione dell’iPad ho pen­sato che quello potrebbe essere il primo com­pu­ter che anche mio nonno può usare.

  1. New User Interface. Così pro­po­neva di chia­marle Byte

Pagehand

Monday, June 22nd, 2009

Volevo segna­lare Pagehand, nuovo word pro­ces­sor per Mac OS X, per­ché ha alcune fea­tu­res degne di nota.

Ma non basta Word?

Il primo punto a favore è l’uso del PDF come for­mato di file, non legan­doci quindi mani e piedi all’ennesimo for­mato proprietario.

Il secondo è l’occhio di riguardo con cui sono trat­tate le opzioni tipo­gra­fi­che e l’implementazione degli stili.

Certo, il con­fronto con altri word pro­ces­sor può essere impie­toso, eppure, mi sem­bra un’applicazione ben fatta, con un buon potenziale.

Siamo ancora all’inizio

È ovvio che potremmo pen­sare a innu­me­re­voli fea­tu­res da aggiun­gere, ma una mi sem­bra vera­mente man­cante, vista la filo­so­fia di base: non è pos­si­bile modi­fi­care pdf creati da altre applicazioni.

Non so molto del for­mato pdf per poter dire se sia una limi­ta­zione in qual­che modo giu­sti­fi­ca­bile, ma non credo. Speriamo che que­sta svi­sta venga cor­retta presto.

E poi ci lamentiamo di Safari 4…

Thursday, April 30th, 2009

Se pen­sate che la beta di Safari 4, con la tanto discussa imple­men­ta­zione dei tab, fosse qual­cosa di nega­tivo, guar­date que­sto screen­shot della pros­sima ver­sione di Office e poi cor­rete a pren­dere qual­cosa con­tro il mal di mare.

Siamo nel 2009, Barack Obama è il primo pre­si­dente nero degli Stati Uniti d’America e la Microsoft usa ancora l’icona del floppy? Non par­liamo del “rib­bon”: una disca­rica di icone.

Com’è pos­si­bile arri­vare a cose del genere?

Altri com­menti.

Interface hall of shame

Wednesday, October 29th, 2008

Una delle appli­ca­zione tipi­che per oggetti come l’iPhone sono i vari pro­gram­mini per le note ecc. Io mi trovo bene con Evernote, che, anche su mac mi ha dato una mano per sem­pli­fi­care ulte­rior­mente la gestione dei docu­menti. Consigliato.

Tuttavia, non è di que­sto che voglio par­lare. O meglio, voglio par­lare della nuova inter­fac­cia di Evernote che è stata messa nell’ultima ver­sione e che trovo demenziale.

Questa è la vec­chia versione:

Screenshot della vecchia versione

Screenshot della vec­chia versione

Semplice, no? La clas­sica inter­fac­cia da appli­ca­zione iPhone. Bene, que­sta invece è la nuova:

Screenshot della nuova versione

Screenshot della nuova versione

Ora, io non sono un esperto di GUI, tutt’altro, ma il tab dei sug­ge­ri­menti mi sem­bra pian­tato lì così, al primo posto che capi­tava; sem­bra un pro­to­tipo. Mah.

Piuttosto avrei tolto l’icona dei “Pending” che serve solo a dirti le note che sta sin­cro­niz­zando — fun­zione che può essere svolta benis­simo dall’icona dell’applicazione, tanto più in un ambiente che non con­sente pro­cessi in back­ground — e, se pro­prio era rite­nuto così impor­tante, avrei messo il clas­sico punto di domanda dell’aiuto in linea.

Semplificare i form con i widgets

Sunday, February 24th, 2008

In que­sto arti­colo viene pre­sen­tato un sistema per sem­pli­fi­care, o forse sarebbe meglio dire com­pat­tare, un form complesso.

L’idea di fondo è quella di ridurre le diverse sezioni del form in wid­get espan­di­bili e con­trai­bili a pia­cere per ridurre al minimo lo spa­zio occupato.

A mio parere si sor­vola troppo sui difetti di una solu­zione del genere che sono due: le opzioni dispo­ni­bili non sono tutte imme­dia­ta­mente visi­bili e il numero di click neces­sari per sele­zio­nare un’opzione. So benis­simo che è pro­prio lo scopo dell’articolo quello di mostrare un modo per ridurre l’affollamento dello schermo ma non dob­biamo dimen­ti­care che ogni solu­zione ha i suoi pro e contro.

Nel com­plesso rimane comun­que un approc­cio piut­to­sto effi­cace, cal­co­lando il fatto che le eti­chette rias­sun­tive pre­sen­tate quando l’elemento è con­tratto pos­sono for­nire infor­ma­zioni sulla sele­zione attiva in quel momento.

Che ne pen­sate? Avete usato solu­zioni del genere? In par­ti­co­lare per appli­ca­zioni web che pre­ve­dono inse­ri­menti dati massicci?

Sito del giorno (o dell’anno?): Bureau of Communication

Monday, December 31st, 2007

Ecco un sito da vedere e stu­diare e (per­ché no?) farsi anche una risata. Credo che il pros­simo lo visi­terò più di una volta, per gioco e per lavoro ;-) Screen shot del sito Bureau of Communication

Legge di Fitt

Saturday, December 29th, 2007

Volevo segna­lare que­sto bell’arti­colo sulla legge di Fitt, che descrive il tempo di acqui­si­zione di un ber­sa­glio, ad es. il tempo per clic­care su un link o un pulsante.

Dall’alto della mia grande espe­rienza in fatto di design delle GUI pen­savo fosse una sem­plice regola empi­rica, invece è una for­mula mate­ma­tica vera e pro­pria. Imbarazzante…

Piccole innovazioni nel design dei form

Monday, November 26th, 2007

L’aver aggior­nato la mia pagina sui form mi ha fatto venire in mente che avevo alcuni arti­coli arre­trati sull’argomento; ad es. que­sto di Khoi Vinh dove si dimo­stra che è pos­si­bile dire qual­cosa di nuovo e/o di gra­de­vole anche nel design dei form.

Alcuni consigli basati sull’eye–tracking

Saturday, November 24th, 2007

Questo arti­colo elenca una serie di con­si­gli basati sui risul­tati degli study di eye–tracking alcuni dei quali mi suo­nano piut­to­sto inaspettati.

  1. il testo attira l’attenzione più velo­ce­mente della grafica;
  2. la for­mat­ta­zione fan­ta­siosa tende ad essere ignorata;
  3. le dimen­sioni del testo influen­zano il modo di leggere;
  4. le parti infe­riori della pagina ven­gono guardate;
  5. gli utenti pas­sano molto tempo a guar­dare gli ele­menti dell’interfaccia gra­fica, come pul­santi e menu (que­sta me la devono pro­prio spiegare…).

Accessibilità nei form con l’elemento label

Wednesday, November 21st, 2007

Bell’arti­colo di 456 Berea Street sull’uso di label nei form.

In gene­rale mi era già tutto noto, tranne alcuni dettagli:

  • è pos­si­bile asso­ciare più di una label ad ogni ele­mento di un form;
  • IE6 rende clic­ca­bili solo le label asso­ciate espli­ci­ta­mente ad un elemento.

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