Se c’è una cosa che simboleggia l’aleatorietà del web, a mio parere, è il comportamento dei vari browser nel rendering del testo: ognuno ha le sue imperfezioni e cercare di ottenere un risultato omogeneo è un’impresa.
Questo articolo di A List Apart offre una soluzione, basata su un’indagine sistematica che prende le mosse dal lavoro fatto da Owen Briggs qualche anno fa.
La linea guida generale è quella di specificare la dimensione nel body in percentuale e tutto il resto in em. Escludendo Safari 2 con i monospace i risultati sono più che buoni.