Mondi su mondi, sistemi di sistemi.

XML">Rubrica indirizzi: conversione in XML

Thursday, October 1st, 2009

Anche se è noto che molto applicazioni di Mac OS X usano SQLite per i dati, non mi era mai venuto in mente che anche Rubrica Indirizzi fa la stessa cosa.

Questo post di Norman Walsh illustra invece come estrarre i dati direttamente dai file di Rubrica Indirizzi e convertirli in XML. Credo che mi verrà utile fra non molto…

Snow Leopard: automazione

Friday, August 28th, 2009

Anche se Snow Leopard è pre­sentato come un affinamento di Leopard, ci sono alcune piccole novità che pos­sono rendere la vita un po’ meno grama. Una di queste  sono i Servizi.

Servizi? Cosa sono?

Se vi state chiedendo di cosa sto parlando, è normale: i Servizi sono stati fino ad ora una delle features più trascurate, fra ereditate da NeXT. Riassumendo, i servizi consentono di effettuare delle operazioni su oggetti selezionati dall’utente e restituendo il risultato nella clipboard o direttamente nell’oggetto di partenza. Ad esempio, seleziono una porzione di testo e uso “TextEdit / Nuova finestra contenente selezione”.

Niente di fantascientifico ma utile. Inoltre ogni applicazione può pubblicare i servizi che mette a disposizione.

OK, ma dove sono?

Il problema, prima dell’arrivo di Snow Leopard, era che i comandi erano acces­sibili solo da <menu applicazione> -> Servizi, senza una versione contestuale. Risultato: quasi inutilizzati.

Snow Leopard

Adesso i Servizi sono stati aggiornati profondamente. Il concetto è lo stesso ma sono configurabili, contestuali e creabili direttamente dall’utente finale con Automator.

Pagehand

Monday, June 22nd, 2009

Volevo segnalare Pagehand, nuovo word proces­sor per Mac OS X, perché ha alcune features degne di nota.

Ma non basta Word?

Il primo punto a favore è l’uso del PDF come formato di file, non legandoci quindi mani e piedi all’ennesimo formato proprietario.

Il secondo è l’occhio di riguardo con cui sono trattate le opzioni tipografiche e l’implementazione degli stili.

Certo, il confronto con altri word proces­sor può essere impietoso, eppure, mi sembra un’applicazione ben fatta, con un buon potenziale.

Siamo ancora all’inizio

È ovvio che potremmo pensare a innumerevoli features da aggiungere, ma una mi sembra veramente mancante, vista la filosofia di base: non è pos­sibile modificare pdf creati da altre applicazioni.

Non so molto del formato pdf per poter dire se sia una limitazione in qualche modo giustificabile, ma non credo. Speriamo che questa svista venga corretta presto.

Safari 4: e il tab non c’è più!

Tuesday, June 9th, 2009

Dopo aver tanto parlato dei tab, dei suoi pro e dei suoi contro, ecco che nella versione definitiva siamo tornati alle vecchie soluzioni.

La mossa ha un sapore ambiguo: da una parte sembra che siano state ascoltate le critiche, e questo è positivo; dall’altra, però, questa raccolta del feedback non si è tradotta in una nuova sintesi ma in ripiegamento.

Chissà, forse è stato solo un test per il futuro…

Time Machine: il test definitivo

Saturday, March 28th, 2009

Ho già cantato le lodi di Time Machine ma forse avrei dovuto riservarle per quello che mi è successo un paio di settimane fa.

Ho installato un Ubuntu su USB dal mio portatile. Dato che è una vita che non installo Linux o cose del genere (inciso: anche con Ubuntu non ci siamo ancora; credo che non ci saremo mai a questo punto) sono andato in automatico: boot da cd, specifica il disco di destinazione nell’installer, aspetta che finisca e reboot.

Peccato che al riavvio non sia partito proprio un bel niente. Credo che l’installazione abbia pasticciato con il boot loader e quindi mi sono ritrovato con la mia macchina inutilizzabile ma con tutti i dati al suo posto (il disco si vedeva regolarmente partendo dal DVD Mac OS).

Che fare? Chiamo Time Machine in soccorso! Una volta partito da DVD, ho formattato il disco e poi ho montato il volume di backup in rete e ho fatto il restore. Ha funzionato alla perfezione.

Beh, più o meno! Il limite di Time Machine è che lavora sui volumi logici e quindi non poteva ripristinare la partizione “rovinata” dall’installer di Ubuntu; ecco perché ho dovuto riformattare il disco. Inoltre il restore in rete è lungo, circa quattro ore. Comunque non ci sono state sorprese, che è la cosa più importante in un restore, se non alcune bizzarrie già indicate in un post pre­cedente.

Safari 4: incompatibilità con Growl

Thursday, March 5th, 2009

Purtroppo ho scoperto che i problemi fra Safari 4 e Growl non si limitano a Mail ma coinvolgono anche altre applicazioni, come OmniFocus.

Il fix di Growl dovrebbe essere già in arrivo ma nel frattempo dovrò tornare alla versione pre­cedente di Safari.

MacFUSE: perché il riavvio è solo consigliato

Tuesday, March 3rd, 2009

Parlando di MacFusion, facevo notare come l’installazione di MacFUSE non richiedeva il riavvio.

Pur sapendo che le estensioni del kernel sono caricabili dinamicamente, la cosa mi aveva piacevolmente sorpreso. In questo post vengono spiegati i dettagli della questione.

ArsTechnica recensisce iPhoto e iMovie 09

Monday, March 2nd, 2009

Ero curioso di capire se l’ultima release di iLife, con le sue nuove features, era all’altezza delle aspettative.

Sembra di sì: secondo Ars Technica, l’accuratezza del riconoscimento è di circa il 75%. Un discreto risultato per la prima release.

Safari 4: ancora a proposito dei tab

Friday, February 27th, 2009

Segnalo questo post che analizza in maniera più dettagliata i pro e i contro dei tab in Safari 4.

Vedo con piacere che alcune mie osservazioni sono in linea con chi ne sa molto più di me, ma mi sembra puntuale anche l’analisi del conflitto fra Exposé e i tab, aggiungendo un altro argomento a favore di un’implementazione di sistema di questa parte della GUI.

Anzi, la disponibilità a livello di OS dei tab (anzi, delle finestre “dockable”) potrebbe consentire anche un maggiore livello d’integrazione  fra le diverse applicazioni: potremmo immaginare la pos­sibilità di riunire insieme finestre da applicazioni diverse, che condividano fra di loro un compito svolto dall’utente.

Safari 4

Thursday, February 26th, 2009

Da qualche giorno è disponibile la beta di Safari 4. Come molti potranno intuire, uno degli elementi di discus­sione più frequenti, se non il più frequente, è il rifacimento dei tab.

Le critiche di solito riguardano l’usabilità. Avendo riposizionato i tab insieme alla barra del titolo viene a mancare un’area dal comportamento pre­vedibile: tolti i pulsanti di zoom, contrazione e chiusura sulla sinistra e quello di contrazione della tool bar sulla destra, il resto della barra era utilizzabile per il trascinamento con il mouse.

In Safari 4, man mano che i tab aumentano aumentano anche le probabilità di cliccare sui pulsanti di chiusura o sulla zona per “estrarre” il tab e renderlo una finestra a sé stante. Per non parlare del pulsante di aggiunta del tab.

Dall’altro lato, il vantaggio più citato è l’uso un po’ più efficiente dello spazio verticale, che lascia una manciata di pixel in regalo al contenuto.

Un’altra questione non trascurabile è capire se questa novità sia l’anteprima di quello che verrà in futuro esteso a tutto il sistema operativo o rimarrà una peculiarità di Safari.

Breve inciso. Da quando Mac OS X è uscito (sembra un secolo, ormai) una delle lamentele più frequenti è stata quella di una certa perdita di coerenza dell’interfaccia fra le varie applicazioni, a partire proprio da quelle di Apple. Basta prendere Mail, Safari, iTunes, iChat, fino ad arrivare a casi clamorosi come le applicazioni pro come Final Cut e Aperture per trovare una grande varietà di soluzioni a problemi comuni. La critica sulla coerenza è ragionevole, ma credo che ci sia un altro aspetto da non trascurare che riguarda la “specializzazione” — e di conseguenza l’efficienza — dell’interfaccia. Ho l’impressione che Apple abbia allentato la rigidità sull’omogeneità delle GUI per lasciare più spazio a soluzioni adatte a una cerchia ristretta di scenari; il primo obiettivo diventerebbe quindi l’efficienza all’interno dell’applicazione e solo dopo si pone la questione dell’aderenza alle linee guide dell’interfaccia. Fine inciso.

Dicevamo dei nuovi tab di Safari. A mio parere, se diamo per buona la diversa metafora - non più tab ma finestre associate le une alle altre - suggerita dalla nuova soluzione, l’implementazione sia ancora carente. In particolare, il pulsante di chiusura del tab potrebbe confluire nel gruppo degli attuali pulsanti sulla sinistra (non chiedetemi come).

La linguetta nell’angolo a destra pone qualche problema in più: se venisse spostata in una zona comune bisognerebbe allora fare un’operazione in più per portare a termine il compito dato che il tab dovrebbe prima venire attivato.

In chiusura, cambiando completamente argomento, trovo incomprensibile la rimozione della barra di caricamento dal campo dell’URL. Sarà perché ci sono affezionato, non so, ma non vedo alcun vantaggio nel toglierla; mi sembra un minimalismo fine a se stesso, non vi pare?

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