Ninjawords: Apple risponde a John Gruber
Friday, August 7th, 2009Molti l’avranno già letto, ma mi sembra utile segnalare che Apple ha risposto direttamente a John Gruber per la questione di Ninjawords.
Speriamo sia di buon auspicio per il futuro…
Molti l’avranno già letto, ma mi sembra utile segnalare che Apple ha risposto direttamente a John Gruber per la questione di Ninjawords.
Speriamo sia di buon auspicio per il futuro…
L’ultimo scivolone è la bocciatura di Ninjawords, un dizionario, sulla base del fatto che contiene termini osceni/discutibili. Un dizionario…
Sì, un dizionario censurato. Tutta questa storia dell’App Store sta diventando ridicola, imbarazzante e dannosa (Apple non sa quanto, ancora).
Più ci penso e più tutto questo non ha senso.
A quanto pare Apple sta pensando di inserire altri sensori e interfacce nei prossimi iPhone. Oltre agli RFID, sono stati registrati brevetti per il feedback tattile attraverso lo schermo.
Il vero “digital hub” ormai è l’iPhone.
Una delle novità dell’OS X 3.0 per l’iPhone è la possibilità di usare un account MobileMe per rintracciare il proprio cellulare.
Questo post descrive il test sul campo, con il lieto fine.
Avendo anch’io un account su MobileMe ho provato a dargli un’occhiata. Come riportato anche nel post citato sopra, la prima volta che si apre la pagina si rimane delusi. A meno che il push sia attivo (ma chi ce l’ha attivo con quello che costa in termini di batteria?) il telefono non è localizzabile.
Basta però inviare un messaggio via MobileMe per farlo comparire sulla mappa! Solo non pensate che il messaggio abbia i tempi di un sms: i miei due di prova hanno impiegato circa un quarto d’ora ad arrivare.
Speriamo di non doverlo mai usare ;-)
Questo articolo di Fast Company centra il punto. La novità più importante di oggetti come l’iPhone o il G1 è la moltiplicazione dei sensori.
Combinando questi sensori la crescente disponibilità di “geo-dati” la realtà aumentata è già fra noi; senza tanto bisogno di occhialini strani.
Se non ho capito male, oggi dovrebbe essere ufficialmente presentato il Palm Pre, il nuovo smartphone su cui la Palm si gioca probabilmente la testa. L’oggetto sembra ottimo e ho pochi dubbi sulla sua capacità di non deludere le attese.
Nel confronto con l’iPhone, uno dei punti classici di discussione è quello relativo alla tastiera. Meglio fisica? Meglio virtuale?
John Gruber e Lukas Mathis argomentano i vari pro e contro della faccenda. Secondo Gruber la questione non è forse così importante dato che l’uso della tastiera non è l’attività principale; Mathis fa notare che per molte persone, soprattutto al di sotto di una certa età, è proprio quella l’attività principale.
La mia esperienza personale è che la uso molto, non tanto per gli SMS quanto per applicazioni come Twitter. L’aspetto più irritante rimane l’autocompletamento che contiene diversi errori e che soffre di un’interfaccia incomprensibile nella proposta dell’opzione. Ma sono difetti del software, legati solo in parte alla virtualizzazione della tastiera. In termini di velocità pura, per uno come come me che è una lumaca, il T9 rimane comunque il sistema più veloce.
Il verdetto è comunque sospeso.
Credo che il commento finale di Lukas Mathis sia corretto: Apple ha scelto la tastiera virtuale non perché superiore in assoluto rispetto a quella fisica, ma perché è il compromesso migliore.
Se questo è vero — e credo che lo sia — il Pre non introduce novità sostanziali nel panorama. Questo però non vuol dire che non sia un gran bell’oggetto con un notevole potenziale.
L’altro ieri Apple ha presentato un’anteprima della versione 3 del sistema operativo per l’iPhone.
Direi che supera nettamente la portata della versione precedente, sia per quantità che per “qualità”.
Comunque, ecco le cose che mi hanno colpito di più.
Non vedo l’ora che arrivi!
Era da qualche tempo che mi chiedevo a che punto fosse la possibilità di usare il push delle notifiche sull’iPhone, presentata alla WWDC del 2008.
A quanto pare sembra scomparso nel nulla, almeno per ora. Ricordo che le notifiche in push erano state motivate come rimedio, non so quanto valido, alla mancanza di multitasking sull’iPhone. In un qualche modo è una carenza che dovrà essere rimediata e sono curioso di capire se si tratta di un semplice, anche se enorme, ritardo o tutta la questione è stata ripensata da zero.
Da qualche giorno sono ritornato al grado zero per prendere appunti sull’iPhone, ovvero, uso Notes. Devo dire che quest’applicazione è un piccolo esempio di semplicità: tutti i default e le metafore sono quelle giuste; si lancia in un attimo; e non ha preferenze.
Mi sono trovato spesso a pensare a quanto siano diventate complicate le applicazioni per i computer “classici”. L’avere a disposizione una potenza computazionale in costante aumento, unita al desiderio di accontentare ogni richiesta degli utenti ha portato le applicazioni ad avere miriadi di impostazioni. Tutte utili, molte dispensabili.
Ammetto di essere il primo a perdere un sacco di tempo per perfezionare tutte le preferenze possibili, ma con l’iPhone mi sono reso conto di quanto si possa semplificare e ridurre un’applicazione al suo nocciolo essenziale senza snaturarla.
Mi chiedo se a volte l’abbondanza di preferenze non nasconda una carenza di progettazione: “non sappiamo esattamente cosa fare, beh, che decida l’utente!”
Recensione carina sull’iPhone 3G. Dico “carina” perché non è eccessivamente tecnica anche se forse è un po’ troppo “morbida”.
Mi dà da pensare il fatto che dica che la durata della batteria prima della versione 2.1 era molto minore: per me siamo al limite del decente adesso!