Designing usable forms #
Ogni form è composto da tre livelli: percettivo (layout), colloquiale (domande e risposte) e relazionale (la struttura del compito). A un livello più metaforico possiamo considerare un form come una tazza di caffé, dove la tazza è il livello percettivo, il caffé è il livello colloquiale e l’acqua quello relazionale.
Alcune domande da porsi per migliorare l’usabilità di un form:
- livello relazionale:
- perché stai facendo queste domande?
- È questa la domanda adatta a questo punto?
- Puoi ottenere l’informazione richiesta in qualche altro modo?
- Stai chiedendo all’utente di fare qualcosa che invece dovresti fare tu?
- Livello colloquiale:
- disponi le domande nell’ordine corretto;
- rifletti sulla provenienza delle risposte;
- raggruppa gli argomenti in base alle risposte;
- fornisci le risposte chiuse, se possibile, ma lascia spazio per eventuali risposte personalizzate, se adeguato;
- calibra lo spazio dedicato alla risposta in base alla sua lunghezza prevista.
- Livello percettivo:
- usa intestazioni e colori per raggruppare le aree del form in argomenti;
- non aspettarti che gli utenti leggano le istruzioni, tuttavia;
- fai in modo che le istruzioni siano il più sintetiche possibile.
Quali elementi scegliere in un form? #
Ci sono quattro elementi disponibili:
- drop–down;
- pulsanti radio;
- check box;
- campi di testo.
non calcoliamo i link, i button e i submit.
1. Qual’è lo scopo principale?
Il form è inserito in una pagina di navigazione o di raccolta dati? Se la pagina è di navigazione i drop–down sarebbero da evitare perché non visualizza immediatamente tutte le opzioni ed è più laborioso di link. Tuttavia questo è il caso più banale dato che di solito i form servono a raccogliere informazioni, no?
2. Sei domande
- È più naturale, per l’utente, l’inserimento libero che la selezione?
- È facile sbagliare risposta?
- È necessario rileggere le opzioni per capire la domanda?
- Quante opzioni ci sono?
- È possibile scegliere più di un’opzione?
- Le opzioni sono visivamente distinguibili?
Le domanda sono abbastanza banali, gli unici appunti da fare riguardano la rilettura delle opzioni e la distinguibilità visiva. Il primo punto sconsiglia di usare un drop-down e consiglia pulsanti radio o checkbox. Il secondo ci ricorda di fare attenzione a rendere distinguibili, per quanto possibile, le varie risposte: meglio scrivere “uno” e ”dieci” piuttosto che “01” e “10”.
3. L’impatto del form
Una volta ristretta la rosa di elementi per ogni campo, considerato singolarmente, bisogna allargare l’analisi ai vari elementi nel loro insieme, all’interno del form. E quindi:
- evitare troppi elementi eterogenei;
- le opzioni siano poche e concise;
- curare l’ordine delle opzioni.
Evitate i form a due colonne #
- Tendono a confondere (qual’è l’ordine giusto?);
- sono poco accessibili.
Forse non era necessario costruirci sopra un articolo…
Due punti o no?#
Non conta; l’importante è essere costanti nella scelta. Io tendo a usarli…
Usare i tab? #
Il consiglio è: un form per pagina o al massimo un topic per pagina se il form è molto lungo. In questo caso, infatti, l’utente può arrivare ad un punto in cui non sa più esattamente a che punto si trova. Non trascuriamo però l’uso del form: se viene usato molto, dalle stesse persone, questo problema tende a passare in secondo piano.
Web Form Design in the Wild Parte 1, parte 2
Questa serie di due articoli raccoglie alcuni consigli ricavati dall’analisi di alcuni form di siti “reali”, usati tutti i giorni: hotel, biglietti aerei e così via. Ovviamente rimando alla lettura degli articoli per ricavare il contesto necessario a mettere nella giusta prospettiva i consigli riportati qui sotto.
- Non nascondere i form che devono essere compilati. Nell’esempio descritto il link che sembrava portare al form, in realtà conduceva l’utente alla home page, lasciandogli poi il compito di trovarlo da solo.
- Sii esplicito nell’esporre il motivo per cui richiedi la compilazione di un form. Il titolo del form dava l’impressione che l’utente dovesse essere già registrato.
- Usa i defaults, Luke! Soprattutto quando sono dati che sono già disponibili.
- Non trattare i clienti come dei semplici record in un database. Questo è un punto difficile da rispettare perché non è solo una question tecnica ma coinvolge anche le sfumature legate alle parole usate e anche – perché no – all’aspetto visuale.
- Accertati che i messaggi importanti abbiano un’adeguata priorità visiva.
- Fai in modo che sia facile rimediare agli errori.
- Fai attenzione ai dati inseriti che conservi. Da intendersi in relazione ai default, non a possibili implicazioni legali.
- Spiega la ragione per richiedere dei dati apparentemente inutili. L’esempio riportato è quello di un form per accedere al wifi di un aeroporto; una situazione in cui c’è spesso poco tempo e poca disponibilità a perdersi nella burocrazia.
- Prendi in considerazione una validazione inline per gli inserimenti che si possono facilmente sbagliare. Non è bello dover sottomettere un form cinque volte per trovare uno username non ancora usato. Attenzione alle prestazioni, però. La validazione via Ajax può stressare il backend.
- Distingui visivamente gli errori.
- Rimuovi tutti gli inserimenti non necessari.
- Rendi riconoscibile il percorso di completamento di un form.
- Rimuovi le azioni secondarie ogni volta che puoi.
Label placement in forms #
Gli studi di eye-tracking suggeriscono alcune linee guida per il disegno di un form:
- le etichette posizionate al di sopra del campo sono di solito quelle più efficienti, anche se richiedo qualche attenzione alla giusta distanza fra i vari campi;
- se le etichette sono messe accanto al campo, il testo andrebbe allineato a destra;
- le etichette in grassetto tendono ad essere più difficili da leggere ma dipende anche dallo stile generale del form;
- le liste sarebbero da usare con parsimonia visto che tendono ad attirare molto l’attenzione;
- non usare un’etichetta separata per le liste, usa il default al suo posto.
Per un esempio di ridisegno di un form seguendo, in parte, queste indicazioni vedi “Better Web Forms: Redesigning eBay’s Registration”.
Campi con lunghezza limitata #
Dobbiamo distinguere fra due situazioni: quella con testo molto breve, dove usiamo un input e quella con testo lungo abbastanza da non potersi ragionevolmente aspettare che l’utente possa tenere il conto, dove usiamo una textarea.
Input
Nel primo caso è di solito sufficiente specificare la lunghezza massima nell’html ed eventualmente aggiungere del testo esplicativo a lato.
Textarea
Nel secondo caso la questione è più articolata. Se siamo fortunati, il campo del database che conterrà il testo inserito non ha limiti preimpostati e possiamo lasciare l’utente libero di inserire quanto testo vuole. È un’opzione da tenere sempre in considerazione dato che è abbastanza ragionevole pensare che non verranno mai inserite delle moli di testo veramente grandi.
Se invece abbiamo un testo lungo ma limitato, ad es. i classici 256 caratteri, l’approccio consigliato dall’articolo è di lasciare pure che l’utente superi il limite massimo quando sta scrivendo, in modo che possa riarrangiare il testo per riportarlo alla lunghezza massima consentita. Un messaggio vicino al campo lo informerà della situazione.