Qualità delle applicazione per iPhone
Wednesday, August 6th, 2008Sembra che i controlli sia piuttosto blandi dalle parti di Cupertino… magari è solo per via delle vacanze estive :-D
Sembra che i controlli sia piuttosto blandi dalle parti di Cupertino… magari è solo per via delle vacanze estive :-D
Non so bene come valutare l’ultimo periodo per Apple. Da una parte gli affari vanno bene (1, 2) ma dall’altra sono stati combinati diversi casini: la transizione a MobileMe; la qualità di MobileMe stesso; la questione della salute di Jobs; infine, l’attesissima patch contro l’inquinamento della cache (cache poisoning) del DNS.
Non conosco i dettagli specifici di questa versione ma, parlando in termini generali, il cache poisoning consiste nel fare in modo che, quando interroghiamo il DNS per chiedere a quale indirizzo IP corrisponde un certo nome di dominio, come ad es. refactor.it, non otteniamo in risposta l’indirizzo corretto ma un altro, consentendo in questo modo all’autore del cache poisoning di indirizzare gli ignari utenti su siti che nulla hanno a che fare con quelli veri: voi pensate di accedere al vostro conto in banca e in realtà dall’altra parte c’è già qualcuno che si frega le mani (sì, lo so che state pensando che non è poi così diverso dal banchiere ma è per rendere l’idea).
Ora, come spesso succede, questa vulnerabilità è stata scoperta molto tempo fa (circa sei mesi) e il responsabile, Dan Kaminsky, ha tenuto segreta la cosa dando così il tempo di trovare il rimedio. Come altrettanto spesso succede, la notizia è trapelata ed è scattata la corsa fra i cercatori del rimedio e i cercatori del raggiro. (3)
In tutta questa trafelata corsa nel rimettere insieme i cocci, chi è rimasto clamorosamente indietro è stata Apple, che solo ieri ha rilasciato la patch e solo per Mac OS X Server. È probabile che la causa di questa lentezza sia legata al processo di controllo qualità a cui sono sottoposti gli aggiornamenti software ma ciò non toglie che Apple non è stata in grado di reagire in modo tempestivo e questo va corretto, altrimenti il mercato enterprise rimarrà sempre in mano ad altri e per buoni motivi.
Altri link:
Sembra proprio che gli sviluppatori ne abbiamo le tasche piene dell’ossessione per la segretezza di Apple.
Posso capirli, ma non so cosa cambierà. Alcuni NDA sono perfettamente sensati ma quello sull’SDK dell’iPhone, in questo momento, non ha molto senso.
Proprio mentre pensavo di scrivere un post in cui sottolineavo come tutta la faccenda del MobileMe stesse rischiando di diventare una figuraccia, sia per esecuzione che per features e, non ultimo, il modo in cui è stato presentato, ricevo da Apple un’email in cui si annuncia (dopo quasi una settimana) la disponibilità dei servizi MobileMe, ma si dice anche:
Another snag we have run into is our use of the word “push” in describing everything under the MobileMe umbrella. While all email, contact or calendar changes on the iPhone and the web apps are immediately synced to and from the MobileMe “cloud,” changes made on a PC or Mac take up to 15 minutes to sync with the cloud and your other devices. So even though things are indeed instantly pushed to and from your iPhone and the web apps today, we are going to stop using the word “push” until it is near-instant on PCs and Macs, too.
Ecco. Cominciamo a riconoscere almeno il problema di comunicazione e a tradurre in concreto le scuse:
We want to apologize to our loyal customers and express our appreciation for their patience by giving all current subscribers an automatic 30-day extension to their MobileMe subscription free of charge. Your extension will be reflected in your account settings within the next few weeks.
E adesso mi metto in attesa dei bug fix ai servizi web ;-)
Forse qualcuno di voi ricorderà che fino a qualche anno fa ogni redazione giornalistica degna di questo nome aveva un cremlinologo, ovvero, uno specialista di cremlinologia; oggi rimangono solo i vaticanisti e i quirinalisti.
Ora, a quei tempi, uno dei compiti del cremlinologo era quello di dare notizie sullo stato di salute dei vari comunisti di turno, spesso quando assistevano alle sfilate sulla Piazza Rossa, in base a indizi quasi impalpabili. Credo sia venuto il momento di creare una nuova branca giornalistica per quelli che ad ogni apparizione pubblica di Steve Jobs lanciano grida d’allarme sul suo stato di salute.
Anch’io vedendo la keynote ho pensato “però… sempre più magro” e capisco che Jobs sia fondamentale per Apple ma, insomma, diamoci una calmata.
Da utente tutto sommato soddisfatto di .mac ero curioso di vedere se le voci su un possibile aggiornamento del servizio erano fondate o meno e in effetti Apple ha lanciato MobileMe.
Ora, viste le grandi lamentele su .mac, vediamo se questa volta l’hanno azzeccata. Sicuramente le applicazioni via web e il supporto per Windows sono una gran cosa ma il grosso problema di .mac era che, rispetto agli prodotti di Apple, sembrava messo in piedi un po’ alla buona, senza una strategia chiara per la sua evoluzione.
MobileMe parte bene, insomma, ma bisognerà vedere fra uno o due anni come si sarà evoluto: se si fermasse qui sarebbe solo un .mac 1.1.
Questa è proprio bella… A quanto pare Apple usa ancora FrameMaker per la documentazione tecnica.
Se non vivete sull’isola di Lost avrete forse sentito del rilascio dell’SDK per l’iPhone. Questi i dati principali:
Ho messo al primo posto il supporto per Exchange perché è stata per me la cosa più sorprendente, costringendomi a rivedere le mie posizioni su Apple e il cosidetto mercato enterprise. Qualsiasi sia il percorso seguito da Jobs & Co. per arrivare a questo punto, è chiaro che tutta la questione va riesaminata.
In poche parole, comincio a credere che la questione non stia (più?) tanto in una presunta incompatibilità fra la filosofia dei prodotti Apple e il segmento enterprise, bensì nel fatto che sembra essere ritenuto inutile provare a forzare mercati in cui i giochi sembrano già fatti, riservandosi di concentrare le attenzioni sui settori più promettenti.
Basta confrontare le quote di mercato del Mac rispetto all’iPhone (e all’iPod Touch: l’SDK consente di sviluppare applicazioni anche per questo dispositivo) per rendersene conto.
Credo che non si possa desiderare di più. Certo, qualcuno avrà da ridire sul fatto che i tool di sviluppo sono solo per Mac, ma credo sia irrealistico aspettarsi degli strumenti multi–piattaforma.
Come per l’iPhone stesso, credo che l’SDK stabilisca la nuova pietra di paragone per gli ambienti di sviluppo su piattaforme mobili; sempre in analogia con l’iPhone, ancora una volta vengono enfatizzati i vantaggi di un approccio a 360 gradi: hardware+software.
A giudicare dalle reazioni che ho letto in giro, la questione della distribuzione in via esclusiva da parte di Apple e la ripartizione dei guadagni è l’argomento più dibattuto. L’impressione è che Apple abbia azzeccato la percentuale, dato che il commento che va per la maggiore è: “…un po’ alto ma ci si può stare”.
In effetti, bisogna calcolare che tutta la parte amministrativa/commerciale diventa un non problema e che la visibilità del proprio prodotto non potrebbe essere migliore.
Mi rimangono diverse domande sulla versione enterprise dell’SDK e sulle differenze nella distribuzione del software che sembrano essere in beta tanto quanto l’SDK stesso.
Nel complesso gli annunci sono positivi e continuo a rimanere sorpreso dal ritmo degli eventi: non dimentichiamo che l’iPhone è uscito da meno di un anno. Per il resto, ho un paio di ideuzze per delle utilità da mettere sull’iPhone ;-)
Voi cosa vorreste vedere sul vostro?
Apprendo che Apple non vende più gli XRaid, adesso propone quelli di Promise.
Tuttavia non capisco se è una buona notizia o no. Qualcuno più esperto nello “storaggio” sa dirmi in sintesi quali sono i pro e contro della nuova soluzione rispetto alla vecchia?
Altre info: “Apple’s Xserve RAID bites the dust”.
Nel caso non l’aveste sentito, Apple ha presentato fra le altre cose un nuovo portatile, il MacBook Air ed è abbastanza probabile che ne abbiate già le tasche piene dei commenti pro e contro, per cui aggiungo solo un paio di info che credo siano interessanti.
La prima riguarda la batteria che, secondo la documentazione, non è sostituibile dall’utente finale. Detto che è ovviamente meglio potersi cambiare la batteria da soli, i pareri al riguardo sono discordanti ma in ogni caso la questione è probabilmente irrilevante: secondo AppleInsider la sostituzione è comunque banale.
La seconda notizia, più succosa tecnologicamente, riguarda la questione del (mancante) lettore ottico. Apple, per ovviare a questa mancanza, fornisce un programma chiamato Remote Disc per l’installazione via rete. Rete? Ma il MacBook Air non ha nemmeno la porta Ethernet!
Questo vuol che Remote Disc è capace di fare da server NetBoot e che il MacBook Air può fare il boot via wireless, cosa che Apple stessa sconsigliava fino a ieri. La questione non è di poco conto sia per l’entità delle modifiche presumibilmente richieste all’EFI e alla soluzione di “dettagli” come l’accesso a WLAN criptate, ad esempio.
Come spesso accade, la proposta di Apple non fa molti compromessi: “love it or leave it”. La mia opinione? Non è la mia macchina ideale, non ora… E voi, siete tentati?