Mondi su mondi, sistemi di sistemi.

A margine della presentazione del MacBook Pro 17

Thursday, January 8th, 2009

L’annuncio del MacBook Pro 17 e delle sue carat­te­ri­sti­che tec­ni­che mi spinge a qual­che altra rifles­sione sulle scelte pos­si­bili per la que­stione della batteria.

C’erano due strade per­cor­ri­bili. La prima è quella clas­sica: date le pos­si­bili esi­genze del pro­dotto, lo si pro­getta cer­cando un risul­tato armo­nico, ben sapendo che spesso vale il vec­chio detto “ci sono n opzioni, ne puoi avere n-1”. Ecco quindi che non si può ren­dere la bat­te­ria più grande per­ché dev’essere estrai­bile; gli ele­menti di carica devono essere fatti in un certo modo per­ché (imma­gino) è lo stan­dard indu­striale e così.

La seconda strada, non sem­pre per­cor­ri­bile, è quella di lavo­rare per sot­tra­zione e svi­lup­pare al mas­simo grado pos­si­bile le carat­te­ri­sti­che che inte­res­sano. Ecco che allora la bat­te­ria non è più estrai­bile, dev’essere costruita ad hoc, sarà più costosa e sicu­ra­mente ci saranno utenti che (giu­sta­mente, aggiungo, “you can’t please eve­ryone”) si lamen­te­ranno delle scelte.

Perché il punto è pro­prio quello. Una volta fatta una scelta di pro­getto la si porta a com­pi­mento, pagando dazio quando neces­sa­rio. In fondo è la stessa sto­ria del MacWorld dove sem­brava impos­si­bile per Apple chia­marsi fuori anche quando era evi­dente che: 1) i trade show tra­di­zio­nali hanno perso parec­chio appeal; 2) la ridi­cola attesa mes­sia­nica degli annunci era un’arma a dop­pio taglio.

Con que­sto non voglio dire che Apple abbia fatto la scelta giu­sta. Porre il pro­blema in que­sti ter­mini è fuor­viante per­ché ci pos­sono essere benis­simo delle situa­zioni in cui ha senso optare per una solu­zione diversa. Quello che mi sem­bra inte­res­sante è la con­ferma di un modo di affron­tare piut­to­sto omo­ge­neo anche in ambiti disparati.

Lo stesso non si può dire per altri annunci fatti durante la key­note ma è un tema che merita una rifles­sione a parte.

La forza dei dettagli

Tuesday, January 6th, 2009

Guardando le spe­ci­fi­che del nuovo MacBook Pro da 17”, in par­ti­co­lare per il note­vole incre­mento della durata delle bat­te­rie, mi è venuta in mente que­sta frase del libro che sto leg­gendo in que­sti giorni:

Si auspica sem­pre una solu­zione facile: una sem­plice inno­va­zione che risol­verà il pro­blema di colpo. Ma di solito non è così che vanno le cose nella vita. Al con­tra­rio, il suc­cesso dipende da cento pic­coli ten­ta­tivi riu­sciti, uno dopo l’altro, niente svi­ste, niente can­to­nate, tutti che s’impegnano al massimo.

E qui è la stessa cosa: non hanno inven­tato le bat­te­rie al plu­to­nio, hanno limato dove pote­vano. Non pote­vano arri­varci prima? Non è così che vanno le cose nella vita… ;-)

Video della WWDC

Monday, November 3rd, 2008

I video della WWDC 2008 sono dispo­ni­bili, al modico prezzo di $ 1.000. Roba da matti.

Chiunque sa che alle con­fe­renze ci si va per le per­sone e non per le con­fe­renze. Perché dovrei spen­dere una cifra del genere per la parte meno impor­tante? Intendiamoci, anche le pre­sen­ta­zioni pos­sono avere una grande uti­lità ma il prezzo è vera­mente troppo alto.

Proprio come in Italia…

Saturday, October 25th, 2008

Leggo che Apple ha donato $100.000 per finan­ziare la cam­pa­gna con­tro la pro­po­si­tion 8, una pro­po­sta di legge cali­for­niana per togliere il matri­mo­nio gay.

Addendum al post precedente

Thursday, October 16th, 2008

Dimenticavo: buon san­gue non mente.

I nuovi MacBook: qualche considerazione

Thursday, October 16th, 2008

Non sapevo come inti­to­lare que­sto post ma vado subito al dun­que. Opinioni e ana­lisi sulle mac­chine in quanto tali ne tro­vate già quante volete: dalle solite tirate sul prezzo (di que­sti tempi poi, vuoi non abbas­sare il prezzo??!?) ad altre più o meno apo­lo­ge­ti­che, pas­sando per i soliti (e ottimi) noti.

Le parti vera­mente toste della pre­sen­ta­zione sono quella di Tim Cook (dove l’hanno tro­vato que­sto qui?) e il video finale sul pro­cesso di pro­du­zione dei por­ta­tili: da vedere. E tutte e due dicono solo una cosa: qua­lità sem­pre al massimo.

Detta così sem­bra una frase da “Top mana­ger anche tu (In comode dispense set­ti­ma­nali)” ma, pur­troppo, è vera. 

Vera solo nella misura in cui la si può ren­dere tale attra­verso quello che si fa.

Quando sei davanti al moni­tor e ne hai piene le sca­tole e la cosa più sem­plice è quella di tagliar corto e fare il com­mit di quel pezzo di codice che grida ven­detta ma che, insomma, fa quello che deve; se qual­cuno ti dice “la qua­lità prima di tutto!” come minimo lo sbrani. Ed è lì che si gioca la partita. 

Non per fare para­goni impro­po­ni­bili ma vedere che in Italia pian­gono per le leggi sull’ambiente e que­sti qui (Jobs & soci, Ive in testa) non solo ti met­tono una pia­stra di allu­mi­nio fre­sato come “telaio” di un por­ta­tile, ma tol­gono anche la mag­gior parte degli inqui­nanti, vin­cono una cer­ti­fi­ca­zione e, dimen­ti­cavo, ridu­cono ancora il pac­ka­ging, fa capire un po’ di cose. A pro­po­sito, voglio vedere adesso Greenpeace cosa fa…

Io? Vado a fare il com­mit del codice…

Vengo anch’io! No, tu no! Ovvero, gli indesiderabili dell’App Store

Saturday, September 13th, 2008

Cattive noti­zie dal fronte App Store. Apple ha rifiu­tato di pub­bli­care Podcaster, sulla base del fatto che duplica delle fun­zio­na­lità già presenti.

Il post di John Gruber dice già tutto quello che c’è da dire. Io mi limito solo ad aggiun­gere che se pro­vas­simo a tra­pian­tare la situa­zione su un com­pu­ter “nor­male”, la situa­zione assu­me­rebbe i con­torni del grottesco.

Se l’unico modo per instal­lare le appli­ca­zioni fosse attra­verso un ipo­te­tico App Store per Mac OS X, visto il pre­ce­dente di Podcaster, sarebbe plau­si­bile pen­sare che non potrei instal­lare un’applicazione come FireFox, visto che duplica la fun­zio­na­lità di Safari.

Non ci siamo.

iTunes Genius: play list à la carte

Friday, September 12th, 2008

Con iTu­nes Genius diventa rea­li­stico pen­sare alla com­po­si­zione delle play list come allo shop­ping. Come entri in un nego­zio e chiedi di vedere “qual­cosa sul verde…”, così con Genius sce­gli una can­zone e ottieni una sele­zione nella stessa tonalità.

Le mie prove con il rock d’annata sono state posi­tive anche se la blo­go­sfera è piena di com­menti sul fatto che il sistema non fun­ziona per­ché, insomma, sì, se scelgo que­sta can­zone avant–rock che ha ven­duto cin­que copie cin­que dieci anni fa, omio­dio, il Genius si rifiuta di fun­zio­nare. I’m shoc­ked, shocked!

Non ci siamo. Certo, il sistema è per­fet­ti­bile e forse non sarà mai all’altezza del suo nome ma non è que­sto il punto. Ad es. ci sono un paio di cose che mi hanno dato da pen­sare da quando l’ho provato:

  1. è la prima volta, che io sap­pia, in cui un pezzo impor­tante di un’applicazione gira “fuori”, su inter­net, e que­sto pezzo può essere cam­biato e miglio­rato senza dover aggior­nare l’applicazione stessa;
  2. non so nulla degli algo­ritmi usati per creare le play­list ma, in un modo o nell’altro, rie­scono a sta­bi­lire un grado di simi­li­tu­dine fra i brani. Se rie­scono a fare que­sto, allora è pos­si­bile anche par­lare di “distanza” fra due brani, in ter­mini di brani di distanza e diven­te­rebbe pos­si­bile costruire delle mappe di brani basate su dati più solidi che sulla sola clas­si­fi­ca­zione per generi, ad esempio.

Potrebbero esserci svi­luppi interessanti…

A Canossa! A Canossa!

Wednesday, September 10th, 2008

Leggo che la NBC, dopo aver menato tanto il tor­rone sul dispo­ti­smo di Apple, è di nuovo su iTunes.

Il tutto cir­con­dato da un assor­dante silenzio.

Best. MobileMe Analysis. Ever.

Friday, August 8th, 2008

’nuf said.

« Voci Precedenti Prossime Voci »