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Org: cos’è cambiato dopo tre mesi di utilizzo

Siamo quasi giunti alla fine di que­sta car­rel­lata su Org. In vista della chiu­sura volevo accen­nare ai cam­bia­menti che ha por­tato l’uso di que­sto sistema in sosti­tu­zione ad OmniFocus.

Le cose da fare e le cose collegate

A grandi linee il mio modo di gestire i todo è rima­sto simile a prima. Certo, adesso il sistema è molto più fles­si­bile, pre­ciso e non tor­ne­rei più indie­tro, ma non ha cam­biato molto il modo di affron­tare le cose da fare.

Con Org è però molto più facile pas­sare senza solu­zione di con­ti­nuità dal brain­stor­ming alla pia­ni­fi­ca­zione, dal pren­dere appunti allo scri­vere docu­men­ta­zione. A seconda del con­te­sto un’outline può rap­pre­sen­tare: la strut­tura di un docu­mento d’analisi o una lista delle cose da fare o anche essere tutte e due le cose con­tem­po­ra­nea­mente o posso sce­gliere di farle con­vi­vere all’interno dello stesso documento.

Metamorfosi dei file di progetto

Per que­sto motivo, alcuni dei file che un paio di mesi fa erano nati come pro­getti si stanno tra­sfor­mando len­ta­mente in dos­sier che riguar­dano più il cliente che il sin­golo pro­getto. Per ora è un aspetto mar­gi­nale ma credo che diven­terà più impor­tante con l’andar del tempo.

Addio “pro­gram­ma­zione”?

Ho invece quasi com­ple­ta­mente abban­do­nato la pro­gram­ma­zione delle cose da fare. È un fatto piut­to­sto iro­nico per­ché una delle cose che mi man­ca­vano in Omnifocus era quella di poter riem­pire in modo semiau­to­ma­tico una gior­nata in base al tempo sti­mato per le diverse azioni.

Adesso che con Org avrei gli stru­menti per fare qual­cosa di simile, non ne sento più il biso­gno. Sì, cerco comun­que di sti­mare il tempo neces­sa­rio a fare qual­cosa ma solo per con­fron­tarlo a con­sun­tivo. Scelgo le cose da fare in base al momento; alcune forse riman­gono più indie­tro di altre – su que­sto vor­rei essere meno appros­si­ma­tivo – ma nel com­plesso la mag­giore flui­dità non mi dispiace affatto.

Ho invece rico­min­ciato ad usare le sca­denze, anche se in un modo forse diverso dal solito. Ho preso l’abitudine di segnare la sca­denza – e non la data dell’evento – agli appun­ta­menti, in modo da vederli “arri­vare” con qual­che giorno di anticipo.

Attualmente uso la data di pro­gram­ma­zione solo per i com­piti che si ripetono.

La review settimanale

Anche la review set­ti­ma­nale si è un po’ sem­pli­fi­cata. Da una parte non devo più pia­ni­fi­care det­ta­glia­ta­mente la set­ti­mana che viene; dall’altra tendo ad aggiun­gere le cose da fare senza aspet­tare il fine set­ti­mana per deci­dere cosa farne1.

Dato che l’appetito vien man­giando, mi va già stretto il sem­plice con­teg­gio delle ore lavo­rate durante la set­ti­mana. Vorrei stu­diare qual­che modo per estrarre le infor­ma­zioni sulle atti­vità e farne qual­che con­si­de­ra­zione pseudo-statistica; tanto per vedere l’andamento del tempo dedi­cato ai vari pro­getti. Ma ne par­le­remo più avanti.

Nelle pun­tate precedenti

Per chi si fosse sin­to­niz­zato solo ora:

  1. Ovviamente non è che cambi molto aggiun­gere un todo oggi o fra due giorni. Credo però che que­sto possa por­tare un giorno a un ulte­riore snel­li­mento di tutta la pro­ce­dura per­ché alcune ope­ra­zioni, rese più veloci, pos­sono anche essere fatte tutte i giorni e non a cadenza set­ti­ma­nale.

Per proseguire

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