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StarKits: ultimi dettagli

Nel chiu­dere que­sta pano­ra­mica sugli Starkit, riporto qual­che infor­ma­zione in più sugli aspetti che mi sem­brano meri­tino un qual­che approfondimento.

VFS: Virtual File System

Una delle carat­te­ri­sti­che più inte­res­santi può essere usata anche al di fuori degli Starkit ed è il Virtual File System. Ricorda un po’ il clas­sico approc­cio Unix, dove uno dei modi pre­fe­riti di ren­dere dispo­ni­bili degli oggetti al sistema ope­ra­tivo è quello di rap­pre­sen­tarli come file system.

Allo stesso modo, con i VFS, è pos­si­bile “mon­tare” un sito ftp remoto, come un data­base Metakit, addi­rit­tura un name­space, come in que­sto esem­pio, dove leg­giamo il con­te­nuto della pro­ce­dura unknown:


package require vfs::ns
vfs::ns::Mount :: ::
cd ::
set f [open "unknown" r]
set proc_definition [read $f]
close $f

Ci sono anche altri modi di otte­nere lo stesso risul­tato, a volte anche più adatti, ma l’uso dei comandi di I/O può essere a volte il sistema giusto.

StarKits auto–aggiornanti

Gli Starkit (ma non gli Starpack) pos­sono essere modi­fi­cati al run­time e in tran­quil­lità, visto che Metakit è transazionale.

In que­sto modo diventa pos­si­bile usare gli Starkit un po’ come con Java Web Start, dove lo Starkit distri­buito si inca­ri­cherà esso stesso di sca­ri­care e instal­lare i com­po­nenti neces­sari diret­ta­mente al suo interno.

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