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The Big Refactoring: la psicologia del programmatore
Nel codice che sto riscrivendo ci sono tante di quelle duplicazioni e una così scarsa strutturazione che non posso fare a meno di chiedermi come sia possibile durante la programmazione fare scelte evidentemente deboli – se non completamente sbagliate – e continuare a farle, ancora e ancora.
È solo perché non c’è tempo? Perché “tanto è la stessa cosa”? Per paura di dover ritoccare del codice?
Under pressure
Mi viene il dubbio che molte volte non serva tanto sapere chissà quanti patterns o algoritmi ma fare quello che sappiamo essere la cosa giusta. E per questo, a volte, ci vuole un po’ di coraggio e prendere quel minimo di tempo necessario. Spesso, la tentazione di passare oltre, di far finta che il problema non esista, di pensarci domani è troppo forte, siamo troppo stanchi o semplicemente non ce ne frega niente ma almeno dovremmo sentirci almeno un po’ in colpa!
O forse è più un problema di lucidità. Sappiamo che qualcosa non va ma non riusciamo a decidere come porvi rimedio. In ogni caso, coinvolge sempre l’aspetto psicologico, non di competenza tecnica.
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