Mondi su mondi, sistemi di sistemi.

Altre considerazioni sull’affaire Ninjawords

Segnalo que­sto post di Daniel Jalkut per­ché mette in luce un aspetto che non avevo con­si­de­rato sulla vicenda Ninjawords, ovvero, l’influenza che il sistema di valu­ta­zione interno dei recen­sori potrebbe avere sulle loro decisioni.

Incentivi e distorsioni

È un pro­blema che si può mani­fe­stare in tutti que­gli àmbiti in cui il rag­giun­gi­mento del risul­tato è for­te­mente incen­ti­vato. In tempi di sot­to­cul­tura para–manageriale come que­sti, è diven­tato pres­so­ché assio­ma­tico dare pre asso­dato l’effetto posi­tivo degli incentivi.

Tuttavia, basta con­si­de­rare con un po’ più di atten­zione le cose per capire che si pos­sono indurre effetti distor­sivi. Quando la per­sona rie­sce a capire il sistema (di incen­tivi) ha già fatto gran parte della strada che porta ad ingan­nare il sistema e a sfrut­tarlo a pro­prio vantaggio.

Alla ricerca del mar­ker ideale

Trovo che que­sto pro­blema abbia un suo fascino per­verso: mette in evi­denza i nostri limiti nel rica­vare dati e risul­tati affi­da­bili da sistemi com­plessi — e tutti i sistemi che com­pren­dono attori umani sono com­plessi per definizione.

L’inganno, il dirot­ta­mento o anche il sem­plice “mar­gine di errore” si insi­nuano sem­pre fra quello che noi sce­gliamo di misu­rare come rap­pre­sen­ta­tivo della realtà e la realtà stessa.

Sì, è un po’ un discorso da filo­sofo da bar, ma spero di aver scritto qual­cosa di non com­ple­ta­mente fuori luogo.

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