Mondi su mondi, sistemi di sistemi.

OR Mappers: l’importanza degli strumenti

Qualche anno fa, Charles Petzold si è doman­dato se l’uso di Visual Studio possa rimbambirci:

Life without Visual Studio is uni­ma­gi­na­ble, and yet, no less than PowerPoint, Visual Studio cau­ses us to do our jobs in various pre­de­fi­ned ways, and I, for one, would be much hap­pier if Visual Studio did much less than what it does. Certain fea­tu­res in Visual Studio are sup­po­sed to make us more pro­duc­tive, and yet for me, they seem to deni­grate and degrade the pro­gram­ming expe­rience. #

Cito que­sto paper per sug­ge­rire che gli stru­menti che usiamo pos­sono avere veri e pro­pri effetti col­la­te­rali. Bene, ma che c’entra con gli ORM?

C’entra in que­sto senso: se gli stru­menti che uso non mi con­sen­tono di avere una visione d’insieme di tutti gli aspetti dell’applicazione, ho più dif­fi­coltà a rico­struire men­tal­mente que­sta visione. Più il pro­getto è com­plesso e più que­sto pro­blema diventa sen­si­bile. Se potessi usare un solo lin­guag­gio la situa­zione sarebbe sem­pli­fi­cata e gesti­bile com­ple­ta­mente all’interno di un IDE.

Ecco quindi che suona come una buona idea quella di evi­tare l’uso dell’SQL attra­verso una map­pa­tura verso un qual­che lin­guag­gio a oggetti. È in fondo la stessa idea diGWT, appli­cata que­sta volta a JavaScript.

Ovviamente gli IDE si sono evo­luti e quindi pos­sono gestire molto meglio di prima più lin­guaggi in modo inte­grato, ma quando è nato l’EOF tutto que­sto era ancora di là da venire: dove oggi si usa solo Eclipse una volta c’erano il Project Builder, il WebObjects Builder, l’EOModeler (e poi suc­ces­si­va­mente anche il Rule Editor). Ma, appunto, era un limite degli stru­menti, non una neces­sità intrin­seca per poter pro­gram­mare pro­dut­ti­va­mente con i database.

Per proseguire

Commenti e trackback sono disabilitati.