Mondi su mondi, sistemi di sistemi.

Il caso Bowman

Doug Bowman è un designer che ha lasciato Google qualche tempo fa ed è stato commentato diffusamente nei blog per via delle motivazioni che ha dato e di cui cito il pas­saggio per me più significativo:

Yes, it’s true that a team at Google couldn’t decide between two blues, so they’re testing 41 shades between each blue to see which one performs better. I had a recent debate over whether a border should be 3, 4 or 5 pixels wide, and was asked to prove my case. I can’t operate in an environment like that. I’ve grown tired of debating such minuscule design decisions. There are more exciting design problems in this world to tackle. #

Molti dei commenti si sono concentrati sul supposto contrasto fra i designer e gli ingegneri, essendo i primi più — diciamo così — istintivi e i secondi interes­sati solo ai dati crudi.

Credo sia un punto di vista sbagliato. Prima di tutto, il design non è arte applicata né dare semplicemente un aspetto piacevole alle cose. L’aspetto estetico è sempre legato all’obiettivo del progetto (o almeno dovrebbe esserlo).

Questa linea di ragionamento sembra però portare dritti dritti al testare 41 diverse gradazioni di blu ed è proprio qui il punto: non mi sembra un approccio molto da “ingegnere”. Non sono proprio gli ingegneri ad essere considerati pragmatici e attenti al rapporto costi/benefici?

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