Mondi su mondi, sistemi di sistemi.

OR Mappers

Ascoltando que­sto pod­cast mi è venuto un attacco di nostal­gia pen­sando a quanto tempo ho pas­sato a usare l’EOF, a quanto ne ho tes­suto le lodi e a quanto poco ne senta adesso la man­canza, avendo cam­biato radi­cal­mente idea.

Oggi penso che gli ORM siano quasi sem­pre la solu­zione sba­gliata, se non per l’indipendenza dai vari dia­letti SQL.

Il pro­blema sta nella sup­po­sta equi­va­lenza fra classe e tabella. La tabella CLIENTE diventa la classe Cliente; le colonne diven­tano diven­tano attributi/ivars/properties/metodi della classe; ogni riga della tabella diventa un’istanza della classe. Semplice, no?

In effetti la ten­ta­zione è forte, ma credo sia un’idea sba­gliata e la ragione è quella defi­nita da Date come “The first great blun­der”. Nota sul link: l’ho messo per como­dità ma rac­co­mando di leg­gere il suo libro “An intro­duc­tion to data­base systems”.

Per molto tempo ho con­si­de­rato le obie­zioni di Date troppo for­mali, quasi cap­ziose, ma mi sba­gliavo. Credo che l’inte­grità con­cet­tuale così pun­ti­glio­sa­mente difesa sia una cosa impor­tante e che senza di essa le pre­messe per un buon design del soft­ware siano minate alle fondamenta.

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