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Guardian API
Anche il Guardian ha deciso di offrire un servizio di API, dopo che il New York Times ha fatto la stessa cosa. Inoltre ha reso disponibili una serie di “dati crudi” per chi vuole farne un mash up.
Forse non avremo più i giornali di carta (io li leggo ancora) ma c’è la ragionevole speranza che le testate storiche riescano a trovare il modo di non buttare al vento il patrimonio accumulato.
So che qualche blogger mi darà del passatista ma rimango convinto che il ruolo del giornalista tradizionale, e del lavoro redazionale che ci sta intorno, sia qualcosa non sostituibile con i blog, almeno non completamente.
Links:
- Another traditional media opens up: The Guardian releases new data API;
- A few notes on the Guardian Open Platform;
- Extra. Per chi vuole avere un’idea di quello che sta dietro al sito del Guardian segnalo questa intervista.
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Commenti su Guardian API
4 risposta
Gio (11/03/09)
Concordo con quanto dici, patrimonio e redazioni, che si traducono in qualità delle notizie, fonti attendibili etc. ma da internauta mi piacerebbe avere le notizie in digitale al pari di quelle cartacee; forse sarei anche disposto a pagare per averne alcune, una sorta di pay–per–view sul mio aggregatore… l’unica cosa che rimpiangerei è la tattilità tipica dei quotidiani (insostituibile, ma tant’è).
Dico questo perché spesso mi sposto in moto per andare al lavoro, e non ho fisicamente l’occasione di acquistare i giornali –come invece accade quando piove o d’inverno–.
giorgio_v (12/03/09)
Credo che la maggior parte dei giornali, almeno in Italia, fornisca a pagamento la versione pdf, eventualmente suddivisa per sezioni.
Non mi risulta vengano offerti servizi che colleghino in qualche modo dei feed rss con il pdf del cartaceo.
Aggiungo però che gli rss dei giornali offrono già molto se sei per strada. Anche avendolo in pdf è difficile trovare il tempo per leggere gli articoli da cima a fondo.
Gio (12/03/09)
Il PDF non mi interessa tanto, è relativamente pesante da scaricare: a quel punto preferisco il cartaceo “vero”.
Mi piacerebbe avere i titoli in RSS e poi, nel caso, pagare (il giusto) per le cose che mi interessano davvero (oppure insieme al titolo, una pubblicità mirata non farebbe troppo male, almeno così ho la notizia aggratis ;).
giorgio_v (12/03/09)
È una delle ipotesi che alcuni quotidiani stanno studiando, sul modello dell’iTunes Store, in effetti.