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MacFusion

Fra le appli­ca­zioni che ho segna­lato qual­che tempo fa c’era MacFusion, ovvero un’interfaccia gra­fica per con­fi­gu­rare e usare MacFuse, uno file­sy­stem “user-level”.

Quest’applicazione mi inte­res­sava come sup­porto alle pro­ce­dure di instal­la­zione, per limi­tare al mas­simo l’interazione via shell remota. Volevo capire se era una cosa fat­ti­bile e se ne valeva la pena, anche tenendo conto delle limi­ta­zioni segna­late nelle FAQ.

Per l’uso di MacFusion sono richie­sti Mac OS X 10.5 e MacFuse. Avrei voluto instal­lare quest’ultimo tra­mite MacPorts ma pur­troppo è una ver­sione troppo vec­chia (1.7 con­tro l’attuale, 2.0.x); si tratta comun­que di un’operazione velo­cis­sima, che non richiede nem­meno il riav­vio, per cui anche l’installazione manuale è alla por­tata di chiun­que. Il pac­chetto com­prende, oltre all’estensione del ker­nel e alle varie libre­rie, un comodo pan­nello di controllo:

pannello_di_controllo

MacFusion invece con­si­ste solo nell’applicazione e, se lo desi­de­riamo, dell’eventuale icona nella barra dei menu.

A que­sto punto pos­siamo defi­nire i volumi remoti. L’operazione è molto sem­plice e riporto quindi solo gli screen­shot per la con­fi­gu­ra­zione dell’SSHFS, che credo si com­men­tino da soli:

macfusion_1

macfusion_2

macfusion_3

Fin qui abbiamo par­lato dell’uso più stan­dard, quello che copre il 90% dei casi. Ma per essere utile nelle instal­la­zioni biso­gna veri­fi­care se è  pos­si­bile l’uso da linea di comando.

La ver­sione distri­buita sul dmg non con­tiene nes­suno stru­mento per il ter­mi­nale ma è sca­ri­ca­bile dalla repo­si­tory svn. Il link riporta anche le istru­zioni per il suo uso, molto sem­plice; altret­tanto sem­plice diventa la sua inte­gra­zione nelle ope­ra­zioni di deployment.

A que­sto punto abbiamo tutti i pezzi neces­sari e fun­zio­nanti. Vale la pena di usarli nel deploy­ment? A mio parere, dipende dall’approccio alla sicu­rezza che viene usato sul ser­ver di desti­na­zione: se fac­ciamo tutto come root, a par­tire dall’ssh ini­ziale, allora non cam­bia pra­ti­ca­mente nulla; se entriamo come utente “nor­male” e poi usiamo sudo, va ancora peg­gio, per­ché l’uso di sudo è ovvia­mente escluso a priori; infine, se abbiamo impo­stato i pri­vi­legi — magari tra­mite acl — in modo tale che l’utente dell’ssh possa anche por­tare a ter­mine l’installazione senza sudo allora pos­siamo trarne qual­che beneficio.

In quest’ultimo caso, il van­tag­gio prin­ci­pale con­si­ste nell’avere a dispo­si­zione l’intero “arse­nale” della pro­pria mac­china locale per ope­rare sul volume  del ser­ver remoto. Viceversa, il difetto prin­ci­pale è che l’uso dell’SSHFS può non essere una solu­zione com­pleta: se l’installazione pre­vede il riav­vio di un qual­che pro­cesso dovremo comun­que usare l’ssh.

Tuttavia, anche se non ne ho fatto l’uso esteso che pen­savo, mi sono tro­vato più di una volta nella neces­sità di usare MacFusion per veri­fi­che o inter­venti “al volo” e rimane uno stru­mento di grande utilità.

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