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A margine della presentazione del MacBook Pro 17

L’annuncio del MacBook Pro 17 e delle sue carat­te­ri­sti­che tec­ni­che mi spinge a qual­che altra rifles­sione sulle scelte pos­si­bili per la que­stione della batteria.

C’erano due strade per­cor­ri­bili. La prima è quella clas­sica: date le pos­si­bili esi­genze del pro­dotto, lo si pro­getta cer­cando un risul­tato armo­nico, ben sapendo che spesso vale il vec­chio detto “ci sono n opzioni, ne puoi avere n-1”. Ecco quindi che non si può ren­dere la bat­te­ria più grande per­ché dev’essere estrai­bile; gli ele­menti di carica devono essere fatti in un certo modo per­ché (imma­gino) è lo stan­dard indu­striale e così.

La seconda strada, non sem­pre per­cor­ri­bile, è quella di lavo­rare per sot­tra­zione e svi­lup­pare al mas­simo grado pos­si­bile le carat­te­ri­sti­che che inte­res­sano. Ecco che allora la bat­te­ria non è più estrai­bile, dev’essere costruita ad hoc, sarà più costosa e sicu­ra­mente ci saranno utenti che (giu­sta­mente, aggiungo, “you can’t please eve­ryone”) si lamen­te­ranno delle scelte.

Perché il punto è pro­prio quello. Una volta fatta una scelta di pro­getto la si porta a com­pi­mento, pagando dazio quando neces­sa­rio. In fondo è la stessa sto­ria del MacWorld dove sem­brava impos­si­bile per Apple chia­marsi fuori anche quando era evi­dente che: 1) i trade show tra­di­zio­nali hanno perso parec­chio appeal; 2) la ridi­cola attesa mes­sia­nica degli annunci era un’arma a dop­pio taglio.

Con que­sto non voglio dire che Apple abbia fatto la scelta giu­sta. Porre il pro­blema in que­sti ter­mini è fuor­viante per­ché ci pos­sono essere benis­simo delle situa­zioni in cui ha senso optare per una solu­zione diversa. Quello che mi sem­bra inte­res­sante è la con­ferma di un modo di affron­tare piut­to­sto omo­ge­neo anche in ambiti disparati.

Lo stesso non si può dire per altri annunci fatti durante la key­note ma è un tema che merita una rifles­sione a parte.

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