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Come ti uso il Mac
Ispirato da questo post di Tim Bray, ecco qualche nota su come uso attualmente Mac OS X e le varie applicazioni, in particolare per i punti in cui trovo differenze interessanti.
Setup generale
La mia macchina di lavoro attuale è un MacBook ma uso ancora un iMac della penultima generazione per varie cosette, tutte piuttosto frivole. Per rendere l’idea, le applicazioni che uso di più sul MacBook sono Emacs (da MacPorts) e la shell; sull’iMac è NetNewsWire.
Anche se è un’abitudine che è nata un po’ per caso e un po’ necessità, ho finito per trovare molto comoda la divisione dei compiti fra la due macchine. Il MacBook significa più o meno lavoro, l’iMac significa più o meno ricreazione. Questa divisione mi ha anche aiutato a dare un taglio netto alle vecchie abitudini di cominciare la giornata con il cappuccino e la brioche dell’internauta: email e web. Sbrigo la posta di lavoro in due o tre momenti chiave della giornata e lascio alle fasi serali le mailing list e i feed RSS.
La condivisione dei dati
Il dilemma dell’avere una o più macchine è sempre legato ai dati e al loro accesso. Tim Bray nel suo post sottolinea i vantaggi della macchina unica e non ha torto. Nel mio caso, vista la ripartizione degli usi, la questione è meno sentita. In ogni caso, la sincronia fra la due macchine non è un problema: tutti i progetti importanti sono in Subversion; il bricolage sta tutto su MobileMe; i bookmarks sono su Delicious.
Entro la fine dell’anno porterò tutti gli articoli ancora rilevanti in Evernote e tutti gli altri documenti su MobileMe. Vorrei anche spostare la libreria di iTunes su un server in LAN, un Mac Pro che ospita anche la repo di Subversion, i backup di Time Machine, database, ecc ecc.
Una cosa che non ho e che invece è di fondamentale è un monitor esterno. Il vantaggio di produttività è innegabile, senza calcolare la posizione di lavoro ecc.
Organizzazione dei documenti
Questo è la parte del post di Tim Bray che mi ha dato il vero stimolo per scrivere questo post. Quando ho letto che organizza i file per data sono rimasto un po’ perplesso. Premetto che sicuramente avrà un sacco di file in più dei miei quattro ma ho la sensazione che il mio sistema potrebbe funzionare anche nel suo caso.
Qual è il mio “sistema”? È praticamente inesistente: tranne che per qualche file particolarmente usato butto tutto nella cartella dei documenti e lo cerco con spotlight. Fine della storia. Lo stesso vale per la posta elettronica, dove ho una sola cartella di archiviazione, per la posta di lavoro. Le mailing list hanno le loro cartelle e vengono svuotate periodicamente da uno script in perl che le passa in rassegna, eliminando i messaggi più vecchi di 15 giorni.
Il dock. Cos’è il dock?
Anche questo mi ha fatto sorridere. Anch’io, come Tim Bray, tenevo il dock sulla destra, sempre visibile. Adesso l’ho riportato sotto ed è nascosto. Tuttavia, non ho nessuna icona fissa nel dock, tranne quella di LaunchBar, che per me rimane la utility.
A onor del vero, con Leopard il Dock mi risulta un po’ più utile per via della gestione delle cartelle ma rimane una cosa a cui potrei rinunciare. Al pari di altre idee, come Spaces, il Dock è stato tanto una folgorazione alla prima demo e un non-evento nell’uso concreto. Non è cha sia stato deluso al contatto diretto: sia il Dock che Spaces fanno quanto promesso ma semplicemente non li ho trovati utili.
Il terminale
Uso screen e dopo anni di culto delle tinte scure con un tocco di trasparenza sono passato allo sfondo bianco con testo nero/grigio. Allo stesso modo, dopo anni di Monaco 10, sono passato a… niente. Sono indeciso fra il Courier ed Envy Code R ma non ne ho ancora trovato uno che mi soddisfi fino in fondo.
Direi che mi sono dilungato fin troppo… E pensare che non ho preso in considerazione l’iPhone!
Per proseguire
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