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iTunes Genius: play list à la carte

Con iTu­nes Genius diventa rea­li­stico pen­sare alla com­po­si­zione delle play list come allo shop­ping. Come entri in un nego­zio e chiedi di vedere “qual­cosa sul verde…”, così con Genius sce­gli una can­zone e ottieni una sele­zione nella stessa tonalità.

Le mie prove con il rock d’annata sono state posi­tive anche se la blo­go­sfera è piena di com­menti sul fatto che il sistema non fun­ziona per­ché, insomma, sì, se scelgo que­sta can­zone avant–rock che ha ven­duto cin­que copie cin­que dieci anni fa, omio­dio, il Genius si rifiuta di fun­zio­nare. I’m shoc­ked, shocked!

Non ci siamo. Certo, il sistema è per­fet­ti­bile e forse non sarà mai all’altezza del suo nome ma non è que­sto il punto. Ad es. ci sono un paio di cose che mi hanno dato da pen­sare da quando l’ho provato:

  1. è la prima volta, che io sap­pia, in cui un pezzo impor­tante di un’applicazione gira “fuori”, su inter­net, e que­sto pezzo può essere cam­biato e miglio­rato senza dover aggior­nare l’applicazione stessa;
  2. non so nulla degli algo­ritmi usati per creare le play­list ma, in un modo o nell’altro, rie­scono a sta­bi­lire un grado di simi­li­tu­dine fra i brani. Se rie­scono a fare que­sto, allora è pos­si­bile anche par­lare di “distanza” fra due brani, in ter­mini di brani di distanza e diven­te­rebbe pos­si­bile costruire delle mappe di brani basate su dati più solidi che sulla sola clas­si­fi­ca­zione per generi, ad esempio.

Potrebbero esserci svi­luppi interessanti…

Per proseguire

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