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Macchina Virtuale per i Processi

Una mac­china vir­tuale dei pro­cessi (PVM, Process Virtual Machine) defi­ni­sce un’astrazione per model­lare dei flussi di lavoro, in modo indi­pen­dente dal lin­guag­gio usato. La PVM per­mette di valo­riz­zare quelle astra­zioni che i flussi di lavoro hanno in comune tra di loro, sia quelli più comuni, legati mondo azien­dale, sia quelli legati allo svi­luppo software.

In que­sto modo si pos­sono risol­vere alcune limi­ta­zioni degli attuali sistemi per la gestione dei flussi di lavoro: foca­liz­za­zione esclu­siva sull’ambiente azien­dale, fram­men­ta­zione dell’offerta, inte­gra­zione dif­fi­col­tosa nell’ambiente di sviluppo.

Le astra­zioni prin­ci­pali di una PVM sono: nodi, tran­si­zioni, ese­cu­zioni. Un nodo rap­pre­senta uno dei pos­si­bili passi com­piuti durante il pro­cesso ed è asso­ciato ad un’interfaccia:


public interface Executable {
void execute(Execution execution) throws Exception;
}

Il nodo ha accesso allo stato cor­rente attra­verso l’esecuzione, pas­sata come para­me­tro, ed è respon­sa­bile della tran­si­zione che risul­terà dal com­ple­ta­mento dell’esecuzione non­ché dell’aggiornamento dello stato dell’esecuzione.

Link: The Process Virtual Machine

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